CASSETTE AUTOPRODOTTE IN ITALIA (V.Baroni)

Riproponiamo qua di seguito, un articolo / capitolo, scritto da Vittore Baroni ed apparso nel magnifico libretto ”Compra o Muori La produzione discografica indipendente italiana” a cura di Fricchetti (Luciano Trevisan di Materiali Sonori Distribution [ora Indie Shop]) e con una stupefacente grafica di Piermario Ciani. Edizione Sconcerto – Stampa Alternativa, febbraio 1983.

”Dal momento della sua diffusione su scala mondiale la cassetta è divenuta per milioni di persone il sistema più pratico ed economico per registrare messaggi personali, conferenze, brani dalla radio o da dischi, etc. I più recenti progressi tecnologici hanno reso possibile per tutti di approntare nella propria abitazione un rudimentale ma efficace studio di registrazione, e a partire dalla metà degli anni settanta la cassetta come medium di circolazione musicale indipendente è un fenomeno in continua espansione.
Maturato nelle aree più emarginate dell’underground inglese, verso il 1978-79 il panorama delle cassette-labels è già abbastanza consistente, tanto da indurre le principali riviste musicali del Regno Unito a dedicarvi servizi o rubriche fisse. Salvo poi fare marcia indietro quando, nell’80-81, il mercato delle cassette autoprodotte viene saturato da un’enormità di materiale inascoltabile. Ma se qualche grossa rivista chiude loro le porte (vedi la soppressione di Garageland su New Musical Express) molte fanzines nascono dedicate esclusivamente ai lavori musicali su cassetta (l’inglese Stick it in your ear, la belga Cassette Gazette, la svizzera Haha!), inoltre si pubblicano liste di contatti e manuali di autoproduzione: imponenti ad esempio i censimenti della londinese Zig Zag o della newyorkese Volume.
Il fenomeno intanto si è internazionalizzato, e anche in Italia sono numerose le piccole iniziative indipendenti su cassetta: purtroppo ad un brulicare di attività locali e particolari non corrisponde alcun organo di informazione specializzato o canale di distribuzione efficiente, col risultato che per l’appassionato è molto difficile procurarsi le novità, e per i musicisti essere conosciuti al di fuori della propria zona. Questo intervento è un discorso di carattere introduttivo, una semplice serie di dati sulle cassette in nostro possesso avrebbe inevitabilmente fornito un quadro deformato di una situazione in rapida evoluzione.
Per chi avesse le idee un po’ confuse precisiamo subito che non si tratterà qui delle cassette incise dalle case discografiche, grandi o piccole, e che di solito replicano il materiale di Lps o tuttalpiù, com’è moda recente, aggiungono un qualche brano inedito per invogliare all’acquisto. Esistono alcune cassette non reperibile su vinile di gruppi dell’Italian Records, MaSo, Trinciato Forte, e altre piccole etichette: dato che queste hanno anche dischi in circolazione, qui daremo informazione soltanto di quei musicisti che, per scelta o per necessità, si affidano alla cassetta come medium privilegiato.
L’impiego della cassetta viene infatti sottolineato da alcuni come ‘’rivoluzionario’’: la possibilità di realizzare nastri in brevissimo tempo, con qualsiasi tiratura anche minima, con poca spesa per il produttore e per l’acquirente, infine la possibilità di cancellare e riutilizzare il nastro. Queste qualità distinguono la cassetta dal prodotto vinilico e concorrono a modificare anche i modi della fruizione musicale e della composizione stessa.
Per quei gruppi che hanno un organico stabile, che si esibiscono o vorrebbero esibirsi in concerto, la cassetta è soprattutto una documentazione della attività svolta: venduta in poche copie agli amici o ai negozi della provincia, è la stessa che serve cine demo-tape in attesa della possibilità di realizzare un disco, è uno strumento di propaganda ma allo stesso tempo un prodotto finito e fruibile (in questa categoria rientrano i demo-tapes dei vari KNIFE-EDGE, DEATH SS, B/SIDE, DIRTY ACTIONS, NOT MOVING, VICTROLA, DAS KAPITAL, etc). Fra quelli nominati, i B/SIDES hanno in precedenza distribuito una cassetta di musica ambientale ‘’Heat Loss’’ molto differente dal loro genere attuale.
Un discorso a parte meriterebbero le cassette prodotte in Italia in questi ultimi anni come allegati o parte integrante di riviste e fanzines: dallo storico ‘’Bologna Rock’’ dell’Harpo’s Bulletin N.O. ai due nastri-reportage di Red Ronnie’s Bazar al fantomatico Mongholy-Nazi di Frigidaire. Fra le cose più recenti e interessanti la serie di documenti sonori della fanzine VIVA (TG, Screamers, Die Form, in preparazione una compilation di gruppi romani).
Un tipo differente di musicista, nato parallelamente al diffondesi del circuito di cassette-labels, è quello che opera esclusivamente su nastro e cura personalmente tutti gli stadi della produzione, registrazione (a volte effettuata manualmente ‘a tempo reale’) e distribuzione (in gran parte per corrispondenza). Questo operatore tuttofare spesso dispone solo di una attrezzatura ingegnosamente minimale, non effettua concerti e non ha altri mezzi per raggiungere il pubblico che il prodotto finale. La cassetta viene quindi confezionata con molta cura, accompagnata da apparati visivi e informativi, si presta frequentemente come esperienza completa e originale, parodia o stilizzazione dei prodotti a larga circolazione. Diamo un’ occhiata più ravvicinata a questo panorama di autoproduzioni: merita di essere citato per primo il milanese M.B. (Maurizio Bianchi) che del circuito internazionale di tape-artists, come vengono genericamente designati gli sperimentatori più radicali, è una delle figure più note e prolifiche. Ha attualmente all’attivo qualcosa come una dozzina di cassette e una mezza dozzina di LPs, oltre ad aver partecipato a numerose compilazioni su vinile e su nastro: una ricerca sonora senza compromessi sviluppata nell’arco di quattro anni ha fatto di M.B. una controversa cult-figure. Dal caos cupo e magmatico ‘’post-industriale’’ delle prime cassette come SACHER PELZ GROUP al suono sintetico e concreto di ‘’Technology’’ e ‘’NH HN’’ alle più recenti composizioni organico-batteriologiche, la ‘’musica’’ di M.B. ritrae la schizofrenia, il totalitarismo, l’isterismo, è un viaggio masochista ma illuminante nelle aree più represse dello spirito umano. Per mancanza di spazio e di aggettivi, non resta che consigliare l’esperienza.
Sempre nell’ottica di un suono industriale, molto più legato al modello originario dei Throbbing Gristle, si inseriscono i due nastri dei nordici METADRIVE, ora disciolti e le cassette di Pietro Mazzocchin alias TERRORISMO GENETICO.
LUKE X’s AH NAHM inc. è il nome di un duo che da Asparetto di Verona produce una variegata miscela di industrial-dance pop music, documentata nella raccolta ‘’Dances of the Pessimism’’.
Decisamente fra le nostre cassette-labels più interessanti è la C.M.O.T. (Conceptual Music On Tape) / Only Tapes Records dalla provincia di Brescia: citazione colta, sperimentazione ed autoironia convivono i nquesta C60 ‘’one hour concept’’ arrivate all’ottava uscita. La sesta e l’ottava ‘’ora’’ sono raccolte di successi industriali rispettivamente degli AMOK e di EDO, la quarta ora ‘’L’oeil a poils – Aqua’’ è composta esclusivamente da gorgoglii liquidi, la seconda ‘’Locus-Solus-Luoghi di Culto’’ è una squillante parodia di certi manierismi reiterativi alla Philip Glass, la settimana ora ‘’Fehlehr a fortsetzung’’ è infine una cassetta-oggetto realizzata in creta.
Un’altra etichetta su nastro è la S.R.T. di Firenze che, fedele alla denominazione di Sound Recycling Terminal, ha prodotto compilazioni / contaminazioni di italiani (‘’Musical Surgery’’) e stranieri (‘’Frankenstein’s Juke Box’’) oltre che lavori al synth di Daniele Ciullini (‘’Disaster Noise’’). Proveniente come Ciullini da esperienza adui-visive è Serse Luigetti di Perugia, il quale ha realizzato su Paper Tapes una C60 di strutture minimali al sintetizzatore.
LIEUTENANT MURNAU è un progetto internazionale in progress, gruppo ubiquo e inafferrabile di ispirazione rumorista, dato che gran parte della produzione è reperibile solo all’estero ci limitiamo a citare la prima cassetta ‘’Meet Lt. Murnau’’ del 1979 (VEC-Olanda) e l’uscita più recente ‘’’Lt. Murnau Maxi-Single’’, C30 per la belga Grafica Airlines.
Il CENTRO UH! di Genova, attivo da anni nel panorama artistico con performances, pubblicazioni, video, films, ha scelto come area di intervento il territorio di confine fra rock e arti visive, ha prodotto la cassetta ‘’Japanese Match’’ soundtrack dell’omonima performance, oltre ad una cassetta-singola dei DIRTY ACTIONS. Nell’82 il nucleo centrale del CENTRO UH!, Angelo Pretolani e Roberto Rossini, con l’assistenza musicale esterna di Marco Canepa, assume per concerti ed azioni sonore il nome DE REZKE: la cassetta ‘’Notturno’’ ne è la prima documentazione, l’approccio meta-musicale, i testi evocativi e ironic e i ritmi accattivanti rendono il tutto estremamente godibile.
Da Alessandria una compilazione ‘’Black Box’’ in scatola nera con libretto esplicativo presenta diverse situazioni di musica ambientale ed elettronica soft, oltre a brani acustici più inconsueti: gli autori sono EXPANDED MUSIC Co. Giorgio Canepari, OUDAR e MAURO GIACOBBE, il lavoro è del 1980 e ha avuto un seguito in cassette monografiche di alcuni dei musicisti citati.
Insolito per un panorama dominato dalla sperimentazione elettronica è il progetto CAMP: MUSIQUE MODERNE di Firenze. La prima uscita, su Ananas produzioni, è una confezione di doppio libretto e due C45: presenta una raccolta di canzoni volutamente costruite secondo i moduli tipici della ‘’canzonetta’’ italiana, l’impegno è genuino ma un po di humor non guasterebbe.
I romani FRENETICS hanno realizzato un EP su cassetta ‘’Do the Frentic!’’ di revival modernizzato, sempre dalla capitale anche più sperimentali STYLE SYNDROME hanno esordito con un nastro autoprodotto, LA DHANZA U di Padova e FIXER4 di Ivrea si cimentano in cassette di improvvisazione free con strumenti tradizionali e non, CLAUDIO FUSAI ha inciso una ottima C30 ‘’Futuro’’ con divagazioni di chitarra su tappeto sonoro di synth e drum-machine. Come accennato in apertura, questa è solamente una campionatura senze pretese di completezza: è auspicabile che presto molte cassette-labels escano dall’oscurità o dalla notorietà geograficamente limitat per una più produttiva reperibilità su tutto il territorio nazionale. Purtroppo, in un mondo governato dai media chi non riesce a segnalare la propria presenza non devo poi commiserarsi. L’emarginazione va combattuta e non subita, e la lezione dell’autopromozione hanno imparata bene gli affiliati al GREAT COMPLOTTO e al mixed-media TRAX, impegnati ad abbracciare aree che vanno dalla musica all’editoria, dalla moda all’urbanistica alle arti visive applicate. Del GREAT COMPLOTTO ci limitiamo a segnalare qui la spassosa C30 ‘’Pordenone for Holiday’’ inclusa nel ‘’Pordenone Cartoon – confezione turistica’’: in questo caso la scelta della cassetta per parodiare i programmi preconfezionati degli autobus turistici è del tutto funzionale, il campo della spoken word è tanto tipico di questo mezzo basta pensare ai corsi per lingue straniere, quanto poco esplorato nelle sue potenzialità espressive (se si escludono i prodotti di ‘’poesia sonora’’ e alcuni nastri dell’Industrial Records e Come Organization), di TRAX, oltre alle compilazioni internazionali ‘’1081 Vietato ai Minor’’, ‘’1281 Technodeath’’ e ‘’0282 Horrorbox’’ ricordiamo il più sperimentale ‘’0682 Notterossa’’, libro e cassetta contenenti cut-ups e lavori ispirati da W.S. Burroughs.
Ancora da Pordenone, può accadere che l’organizzazione Compact Cassette Echo si rifiuti di inviare prodotti a chi non gli risulta simpatico in fotografia. Sono cose che succedono nel mondo personalizzato delle casette, purtroppo nel mondo più obbiettivo del giornalismo succede che della C.C. Echo non possiamo confermare l’esistenza, così come di tutte quelle fantomatiche cassette segnalate su riviste musicali – a cui si chiederebbe una maggiore professionalità – da autori che si rendono in definitivamente latitanti e irreperibili.
E’ auspicabile anche che riviste e fanzines, nel trattare di cassette, non ne facciano una cenerentola delle indies, parlandone senza convinzione e senza cognizione di causa: la cassetta è un medium differente dal disco e richiede un differente approccio critico. Spesso, come un libro viene letto e riposto sullo scaffale, la cassetta viene ascoltata una sola volta, viene ‘’letta’’ e non assimilata con un ascolto ripetuto. A differenza del disco-feticcio, congelamento di un atto espressivo unidirezionale, il nastro-supporto permette l’interazione, la cancellazione, la risposta dell’ascoltatore. Al di là di ogni considerazione estetica, il fenomeno delle cassette-labels e dei musicisti ‘’diy’’ (do-it-yourself) è un avamposto di quel tipo sociale che il futurologo Alvin Toffler chiama Prosumers, per indicare la condizione demassificata dell’uomo che è al tempo stesso produttore e consumatore. A qualche lustro ancora dall’attuazione capillare della rivoluzione telematica, il tape-artist opera già in una situazione di garage elettronico: imposta, compone e diffonde musica per un pubblico selezionato in stretto contatto terminale. Usa l’arcaico sistema postale ma la mentalità è quella dei networks aperti. Le cassette autoprodotte formano un universo-bricolage oscillante fra demenza farneticante e sublime tecnologico, con abissi di banalità e puerile autocompiacimento ma anche con squarci improvvisi su frequenze sonore originali, coordinate non aristoteliche tendenti ad aperture interdisciplinari, lavori plasmati al di la di categorie prefissate e in assenza di censure ed esigenze di comodo (le mitomanie, le scadenze, i fardelli del rock-business).
Il tape-artist modifica non solo i contenuti ma soprattutto le strutture di produzione e comunicazione, scostandosi dalle diatribe senza fine tra gruppuscoli si avvicina pericolosamente ad una nozione nuova e purificata del fare musica.
Chi non intende il valore di questa pratica e si limita a scimmiottare le grandi labels non potrà mai costituire altro che un’appendice minore dell’industria discografica, il cui prossimo futuro risiede nel laser disco e nel video-computer, non certo nel potenziamento della cassetta ‘’unidimensionale’’.”
vittore-baroni

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13|05|2013 P A P E R M A N I P U L A T I O N

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https://www.facebook.com/events/113481192188464/

28|04|2013 Music Manipulation

DSCI0686

Durante la serata musicale del 28 aprile, primo appuntamento della rassegna ‘Reality Manipulation’, verranno esposti una serie di materiali (tapes, fanzine, grafiche) facenti parte della scena di Venezia/Treviso.

Per il materiale d’archivio ringraziamo: Stefano Biasin, Matteo Torcinovich , Michele Spagnolo, Nello Simioni

CARTOLINA

cartolina-reality-manipulation-f


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“Un crimine perso tra la folla felice” — intervista a L.A.S.’s Crime

di Davide Morgera
tratto da URLO n.22 sett 1988
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CASSETTE AUTOPRODOTTE IN ITALIA (V.Baroni)

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”Dal momento della sua diffusione su scala mondiale la cassetta è divenuta per milioni di persone il sistema più pratico ed economico per registrare messaggi personali, conferenze, brani dalla radio o da dischi, etc. I più recenti progressi tecnologici hanno reso possibile per tutti di approntare nella propria abitazione un rudimentale ma efficace studio di registrazione, e a partire dalla metà degli anni settanta la cassetta come medium di circolazione musicale indipendente è un fenomeno in continua espansione. [continua a leggere…]

28|04|2013 M U S I C M A N I P U L A T I O N

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